L’arrosto di vitello
Lo cuciniamo noi stessi prima di inserirlo nella farcia. È un passaggio che dà al raviolo il carattere di una vera preparazione di cucina, non soltanto di pasta ripiena.


I nostri ravioli piemontesi nascono da una ricetta familiare tramandata dalla nonna di Luisa. A Mentone cuciniamo noi stessi l’arrosto di vitello e prepariamo la farcia nel nostro laboratorio, come si faceva in casa.
Qui la tradizione non è una decorazione. Parte da una ricetta realmente tramandata e realmente cucinata. Prepariamo l’arrosto di vitello, poi la farcia con prosciutto cotto, mortadella, Grana Padano, uova e spinaci. È questa continuità familiare che facciamo vivere oggi da Pasta Piemonte.
Lo cuciniamo noi stessi prima di inserirlo nella farcia. È un passaggio che dà al raviolo il carattere di una vera preparazione di cucina, non soltanto di pasta ripiena.
Arrosto di vitello, prosciutto cotto, mortadella, Grana Padano, uova e spinaci vengono riuniti secondo la ricetta di famiglia.
La pasta viene lavorata nel nostro laboratorio di Mentone. I ravioli freschi richiedono poi una cottura breve; le indicazioni sulla confezione restano il riferimento.
Il Piemonte possiede numerose tradizioni di paste ripiene. Agnolotti e agnolotti del plin ne sono espressioni emblematiche, con forme e ripieni che cambiano secondo territori e famiglie.
La parola «plin» indica il piccolo pizzicotto con cui si chiude la sfoglia attorno al ripieno. Li citiamo come riferimento della cultura gastronomica piemontese: non sono una referenza permanente della nostra boutique.
Fonte culturale: Piemonte Italia — Agnolotti piemontesi dal plin ↗Da Pasta Piemonte questa ricetta familiare continua a vivere nel nostro laboratorio di Mentone. Il legame con il Piemonte è quindi concreto: un modo di cucinare, preparare la farcia e tramandare una ricetta, non un semplice elemento decorativo.
Scopri il nostro savoir-faire →In Piemonte le paste ripiene tradizionali sono conosciute, tra gli altri nomi, come agnolotti. Pasta Piemonte utilizza in Francia la denominazione «Raviolis piémontais» per rendere immediatamente comprensibile al pubblico francofono la nostra ricetta familiare piemontese.
L’agnolotto del plin è una specialità piemontese il cui nome deriva dal «plin», il piccolo pizzicotto con cui si chiude la sfoglia attorno al ripieno. Forme e farce cambiano secondo territori e famiglie.
È una scelta fatta per evitare ambiguità presso il pubblico francofono: all’orecchio «agnolotti» può richiamare la parola francese «agneau», agnello, e far pensare erroneamente che il ripieno lo contenga. «Raviolis piémontais» chiarisce subito che si tratta di pasta ripiena legata alla nostra tradizione familiare piemontese.
I ravioli freschi richiedono una cottura breve in acqua leggermente bollente. Le indicazioni riportate sulla confezione restano sempre il riferimento per il prodotto acquistato.
La tradizione piemontese li accompagna spesso con sugo d’arrosto oppure burro e salvia. Possono anche essere serviti in modo molto semplice per valorizzare il ripieno.
No. I nostri ravioli piemontesi artigianali non sono certificati BIO. La certificazione biologica riguarda alcune delle nostre paste lunghe fresche e secche, non i ravioli.
Abbiamo pensato che uno strumento contemporaneo e accessibile come l’intelligenza artificiale potesse aiutare a riunire in un unico spazio ricette, gesti, prodotti, parole e tradizioni della cucina piemontese. Da questa idea è nato GPT Cucina Piemontese: un modo semplice per esplorare questo patrimonio in italiano, francese e inglese.